
La formazione psicoanalitica e psicodinamica fa riferimento alla teoria di Freud e dei suoi seguaci, che negli anni hanno ampliato, approfondito e sviluppato il suo pensiero.
La psicoanalisi ha individuato le radici della sofferenza umana nelle esperienze di vita e nelle memorie antiche e remote. Secondo questa teoria, queste ultime si sono inscritte in una matrice traumatica e generano ferite che nel corso degli anni creano uno stato di malessere interiore, non sempre percepibile dalla persona stessa.
Attraverso la psicoterapia psicanalitica il paziente migliora la comprensione di sé, del suo dolore psichico, degli altri e delle dinamiche relazionali interpersonali. Grazie all’esperienza di condivisione e di riflessione con il terapeuta, il paziente può rivisitare eventi interni ed esterni della propria vita, di significativa rilevanza emotiva ed affettiva, sviluppando nel contempo modi più sani per gestire sentimenti rimossi e per alimentare le risorse interiori volte a migliorare il proprio potenziale di crescita interiore.
Definibile in genere in tre o quattro incontri, offre uno spazio di ascolto alla sofferenza che si manifesta con un malessere interiore, riconoscibile nelle relazioni, nei comportamenti disfunzionali e nelle espressioni sintomatiche visibili e localizzabili. Attraverso la condivisione del proprio malessere si favorisce una conversazione interiore che incoraggia a pensare al perché si è giunti ad una situazione di sofferenza psichica, valutando, se necessario, la possibilità di svolgere un lavoro psicoterapeutico articolato in tempi più lunghi e pensato in modo specifico per ciascuno.
È volto ad alleviare la sofferenza di bambini, adolescenti, giovani adulti, coppie, imbrigliati in difficoltà emotive intense e ripetute e in sintomi dominanti.
Lo scopo è giungere ad una consapevolezza che favorisca il sentirsi più integri e meno frammentati, aiutando a liberarsi da terrori sconosciuti che dominano, ostacolano e impediscono di vivere la propria storia.
Si tratta di favorire e sviluppare gli strumenti utili a capire se stessi e la realtà circostante, per vivere meglio con gli altri.
Nel corso dell’infanzia i bambini possono manifestare disagi scolastici e/o inibizioni all’apprendimento, difficoltà di socializzazione, ansia, difficoltà nell’addormentamento, conflitti con genitori o fratelli e sorelle, aggressività, tristezza, enuresi, encopresi, agitazione, disturbi alimentari, ferite emotive causate dalla separazione dei genitori. Sono manifestazioni che indicano un disagio psichico che va ascoltato e accolto, in quanto segnali di sofferenza.
Dopo alcuni colloqui con i genitori e osservazioni di gioco col bambino è possibile dare un significato alle difficoltà manifestate e stabilire il tipo di intervento da effettuare. La consultazione può essere un necessario e valido intervento di prevenzione che può evitare lo sviluppo di condizioni psicopatologiche più stabili. Nel caso in cui le condizioni di sofferenza siano acute si può accedere alla psicoterapia più adatta al bambino e alla sua età.
I giochi, il disegno, le storie permettono al bambino di esprimere i suoi conflitti e di elaborarli al fine di integrarli e non di manifestarli attraverso comportamenti agiti, espressi in sintomatologie corporee o in ritiri relazionali e sociali.
L’adolescenza è un periodo in cui avvengono profonde trasformazioni fisiche. Il corpo non ha più le caratteristiche infantili e la mente potenzia l’espressione di capacità intellettuali, umane, musicali…. Tutto ciò suscita emozioni contraddittorie, conflitti, atteggiamenti ambivalenti, in una cornice di economia pulsionale da non sottovalutare. Il riconoscimento e la risoluzione di queste contraddizioni prepareranno all’autonomia e alla costruzione dell’identità dal punto di vista personale, sociale e sessuale.
La presenza di problematiche narcisistiche, l’elaborazione della nuova immagine identitaria, la costruzione di nuovi legami di amicizia tra pari, richiedono una notevole quantità di energie. L’adolescente, di fronte a tali cambiamenti e “compiti” può sentirsi spaesato, solo, manifestare comportamenti di sfida, di rabbia o ritirarsi per evitare ciò che il processo evolutivo comporta.
Il lavoro psicologico, attraverso un ascolto rispettoso delle fragilità individuali, sensibile alle dinamiche adolescenziali, permette di avere uno spazio in cui esprimersi e pensare, in un’esperienza di consapevolezza.
La vita di coppia è complessa e sottoposta a turbolenze emotive che variano di intensità nel corso del tempo. Numerose sono le modificazioni che richiedono una rivisitazione del legame della coppia. I cambiamenti possono essere di tipo lavorativo, avere a che fare con il concepimento, la gravidanza, la nascita dei figli, la loro crescita, difficoltà relazionali, incomprensioni e scontri, separazioni.
Il lavoro terapeutico di coppia può aiutare a prendere coscienza di ciò che ha scatenato dinamiche relazionali negative e attribuire un significato ai comportamenti attraverso la comprensione del tipo di legame che si è instaurato.